La rampolla fomenta l'odio

VIDEO / La figlia di Padoan sfila con gli immigrati: "Documenti per tutti!"

La Polizia: "Si vergogni! I suoi compagni ci apostrofano come 'sbirri'". Salvini: "Tale padre, tale figlia: lui massacra gli italiani, lei difende gli immigrati"

"Documenti subito", "migliori trattamenti", "case e lavoro": sono le frasi scandite nella mattinata di lunedì nel corso di un corteo organizzato dai centri sociali a San Ferdinando, in Calabria, per chiedere il miglioramento delle condizioni di vita degli immigrati della locale tendopoli e il ripristino della corrente elettrica, che era stata staccata per evitare situazioni di rischio. Si tratta di capanne costruite con pali e legni, coperte con teli di plastica, cartoni e cartelloni stradali, immerse in dune di spazzatura che viene bruciata, sprigionando gas dannosi alla salute di tutti, dove vige l'illegalità più assoluta: uso e spaccio di sostanze stupefacenti, prostituzione e violenza.

A difesa di questo Bronx regolato da patti tribali, che nulla hanno a che vedere con le leggi italiane, dove la convivenza con le famiglie italiane diventa ogni giorno più difficile, è scesa in piazza anche Veronica Padoan, la figlia del ministro dell'Economia che tanti disastri ha procurato e sta ancora procurando al nostro Paese. La giovane rampolla di è unita alla sfilata, per chiedere che vengano garantiti i diritti agli immigrati. "In testa a questo bel corteo per il "diritto alla casa" la figlia del ministro Padoan..." ha commentato Matteo Salvini. "Tale padre, tale figlia: lui massacra gli italiani, lei difende gli immigrati. P.s. e il prefetto gli dà pure ragione... #primagliitaliani".

La figlia del ministro cercava non essere ripresa dalle telecamere, ma era lei a guidare il corteo degli immigrati clandestini della tendopoli abusiva. Cosa ci facesse la figlia di un rappresentante del governo italiano, nascosta dal giaccone e dal cappuccio e protetta dai suoi compagni del collettivo "Campagna in lotta", in strada a guidare una rivolta di irregolari, se lo sono chiesto in molti. I cittadini del piccolo comune, usciti di casa per le quotidiane necessità, si sono trovati davanti un corteo di protesta organizzato dai centri sociali e dai più facinorosi tra gli immigrati ospiti della tendopoli.

Molto aggressivi i toni delle richieste che, considerando le già precarie condizioni di vita dei sanferdinandesi, con sanità al collasso, trasporti scadenti, e servizi sociali inesistenti, hanno preoccupato non poco i cittadini. Proprio a San Ferdinando, insieme a Gioia Tauro, si sta consumando una delle più gravi tragedie del lavoro degli ultimi anni, con il licenziamento di oltre 400 lavoratori portuali, di conseguenza le proteste e le richieste degli stranieri risultano essere del tutto fuori luogo. La rabbia delle famiglie italiane poggia inoltre su critiche pesanti anche alle istituzioni che non sono riuscite, in questi anni di immigrazione incontrollata, a difendere decenni di lotte a tutela dei diritti dei lavoratori. Un ritorno, dunque, ad un medioevo economico.

Non è tardata ad arrivare la risposta della Polizia da parte di Giuseppe Brugnano, segretario regionale del Coisp Calabria: "Sarebbe bello vedere una donna così vicina al mondo istituzionale e partitico fare un corteo pro forze dell'ordine. Soprattutto in una regione come la Calabria, dove lo Stato è in guerra contro l'anti stato. Mentre i carabinieri e la polizia sono impegnati quotidianamente a mantenere l'ordine e, soprattutto, la calma all'interno della grande tendopoli c'è chi fomenta l'odio organizzando manifestazioni di piazza. È inaccettabile - continua il segretario - che i corrispondenti di Radio Onda Rossa, fratelli del collettivo 'Campagna in lotta', di cui fa parte proprio Veronica Padoan, apostrofino in diretta radiofonica gli agenti di polizia in servizio per mantenere l'ordine pubblico come 'sbirri'. Ogni volta che gli agenti entrano in quel campo abusivo rischiano la vita. Veronica Padoan si vergogni! Auspichiamo che il padre, il ministro Padoan, prenda ufficialmente le distanze da questo mondo in cui gravita la figlia" conclude Brugnano.

Redazione


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