Il business dell'accoglienza

VIDEO / Como: "No borders" e clandestini si scontrano coi finanzieri nella tendopoli

In lotta con la Caritas che gestirà la baraccopoli, i kompagni obbligano gli immigrati allo sciopero della fame. La Lega: "Sgomberare e rimpatriarli"

Pomeriggio ad alta tensione quello di lunedì 5 settembre presso la tendopoli abusiva di Como che ormai è in mano agli estremisti di sinistra dei movimenti "No borders", provenienti da centri sociali della Svizzera. Da domenica sera obbligano circa 300 clandestini a fare una sorta di sciopero della fame non presentandosi, come invece avveniva in precedenza, alla mensa della Caritas. I problemi sono iniziati nel fine settimana quando i giovani sono arrivati da Zurigo a far compagnia agli immigrati.

Poiché la Prefettura di Como ha assegnato alla Caritas 3 milioni di euro per la gestione della costruenda baraccopoli, nella quale i clandestini non si vogliono spostare, i "No borders" hanno convinto gli occupanti abusivi ad attuare questa protesta: pretendono di avere loro la gestione degli immigrati, organizzando una cosiddetta "cucina autogestita" e lasciandoli accampati nei giardinetti. "C'è chi ha deciso di mettere zizzania e di soffiare sul fuoco" ha affermato un arrabbiatissimo Roberto Bernasconi, direttore della Caritas di Como.

La situazione è esplosa lunedì pomeriggio, quando alcuni di questi kompagni hanno tentato di distribuire pasti ai clandestini che avevano convinto a non frequentare più la mensa di Sant'Eusebio, ma sono stati bloccati dagli agenti della Finanza che stavano vigilando sulla zona. Immediatamente è esplosa la violenta reazione da parte loro e degli extracomunitari che, aizzati dagli stessi che hanno riempito il capoluogo lariano di scritte contro la Polizia, hanno iniziato a urlare contro gli agenti, fino ad arrivare ad alcuni scontri molto violenti.

"La Caritas - scrive in una nota la segreteria cittadina della Lega Nord - denuncia l'infiltrazione di gruppi di 'No border' che strumentalizzano i clandestini e li esortano allo sciopero della fame. Eh sì, la Caritas adesso si preoccupa. Prima, il pensiero dei soldoni legato al giro dell'accoglienza non lasciava spazio a riflessioni. Noi - prosegue la nota del Carroccio - chiediamo che venga smantellato subito il ghetto, che venga sgomberata la stazione e che vengano tutti rimpatriati i clandestini. La Caritas si deve preparare a tempi duri. Residenti, resistiamo e insistiamo!"

Redazione


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