L'opinione del direttore del Tg La7

Mentana: "Renzi come un comico che non fa più ridere. L'attacco sulle fake news segno di debolezza"

L'intervento alla scuola Holden di Torino: "Il leader del PD ha finito il suo repertorio. Sul web c’è tanta propaganda, esagerazioni, offese. Ma tutte queste cose non sono fake news. La notizia sbagliata o ripresa maldestramente dai giornali è sempre esistita"

Molti si chiedono per quale motivo Matteo Renzi abbia individuato nella lotta alle fake news una priorità per l'Italia. Ecco la risposta di Enrico Mentana, intervenuto alla scuola Holden di Torino con Lorenzo Pregliasco di You Trend: “Avete presente quando un comico che prima vi faceva ridere dopo un po’ non vi fa più ridere? La ragione è che quel comico ha esaurito il repertorio. Temo che, rispetto agli attacchi sulle fake news, Renzi abbia esaurito il suo repertorio. Non è più il Renzi del 41% alle europee”.

Il direttore del Tg La7 sgombra il campo dagli equivoci sulla definizione di fake news, di fatto smontando la campagna allarmistica, e strumentale, del PD: "Sui social, sul web c’è tanta propapaganda, esagerazioni, offese, delegittimazione dell’avversario. Ma tutte queste cose non sono fake news. Dire 'Renzi fugge con una portoricana e lascia senza soldi la moglie', è fake news, ma di queste cose ce ne sono pochissime, non a caso ogni volta si fa vedere l'immagine del funerale di Riina. Il fatto che Renzi lanci la battaglia sulle fake news è un indizio di debolezza. La notizia sbagliata o ripresa maldestramente dai giornali è sempre esistita, quando parliamo di fake news parliamo di notizie false, costruite ad arte”.

Redazione


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