In Francia continua la de-cristianizzazione mentre crescono i minareti

VIDEO / Non lascia la sua chiesa, prete trascinato via. Dove non arriva l'Isis ci pensa la legge

Al posto del luogo di culto ci saranno alloggi e un parcheggio. Marine Le Pen: "E se ci fosse stata una moschea salafita?"


Fosse una moschea abusiva, di quelle che ha avuto legami con al-Qaeda, Isis, e tutto il terrorismo sanguinario ammazza-occidentali ci sarebbero stati i girotondi, i gessetti e le balere. Invece ad essere demolita è solamente una chiesa (per di più per farci un ampio e comodo parcheggio) e allora via con le ruspe, anche se questa volta non sono quelle promosse da Salvini. Fosse stato un barbuto salafita pronto a menare religiosamente la moglie per raddrizzare la sua cattiva condotta i buonisti pronti al flash dei media sarebbero scesi in piazza urlando al razzismo; invece questa volta chi manifesta la sua contrarietà alla cancellazione della casa di Cristo è un pericoloso prete che forse lo stesso Francesco additerebbe come fondamentalista perché probabilmente si tratta di un pericoloso lefebvriano che (è risaputo) è sempre peggio di uno dell'Isis.
 


Secondo France3 l'immobile era stato venduto anni fa da un'associazione belga per 3 milioni di euro e l'immobiliare che ha acquisito l'area ha deciso di realizzarci alloggi e un parcheggio. Sono gli affari, bellezza, ma a numerosi cittadini, sindaci ed esponenti politici la cosa non è proprio andata giù e sono scesi in campo per manifestare contro la distruzione, tanto che alcuni di loro hanno partecipato alla protesta con la fascia tricolore in evidenza, quando sono stati allontanati dalla polizia. 



 

 

Anche Marine Le Pen attacca dai suoi profili social: "E se ci fosse un parcheggio su una moschea salafita, piuttosto che distruggere le nostre chiese?", si chiede la leader del Front National in un momento nel quale le polemiche sulle realtà islamiche in Francia non si sono sopite.


 

Più di un anno fa Brigitte Bardot era intervenuta in difesa della chiesa abbattuta in questi giorni.

 






























"Si distrugge la chiesa di Santa Rita! È scandaloso e deplorevole", aveva scritto l'anno scorso la diva francese. "Questa chiesa, che risale al 1900, non è protetta da nessuna legislazione, non è riconosciuta dal Vaticano e non rientra nei monumenti classificati patrimonio dello Stato. Eppure è un sacrilegio assassinare una chiesa per delle speculazioni immobiliari, per degli alloggi sociali. Quindi si sbatte il Buon Dio fuori, senza alcun rispetto e nella più totale indifferenza. Sono scandalizzata di fronte alla mancanza di reazioni dei nostri grandi prelati e delle numerose persone di potere tra cui il sindaco di Parigi. Tutti se ne infischiano! Santa Rita è la patrona delle cause disperate. Conto su di lei per salvare la sua casa, la sua chiesa, la sola che accoglieva e benediceva gli animali alla messa per San Francesco d’Assisi. Ah! Se si fosse trattato di una moschea!".


 

In una Francia ancora scossa dai drammatici fatti di Rouen, allorché un anziano prete è stato sgozzato in nome di Allah, questa nuova sfida ad un simbolo culturale e religioso, seppur del tutto legale sotto il profilo normativo, appare come un attacco. E dove non arriva l'Isis ci pensa lo Stato che procede con la forza nel difendere interessi economici. Dalla padella del Corano alla brace dell'euro, il falso Dio è comunque servito.

Alessandro Morelli


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