Falsità in diretta Tv

La Boschi senza vergogna specula sui malati di cancro

A Unomattina e Politics il ministro strumentalizza le persone affette da tumore dicendo che saranno curate meglio in caso di vittoria renziana. Mentre il disegno centralista della riforma, al contrario, mette in pericolo i sistemi sanitari delle regioni virtuose

Speculare sui malati di cancro in campagna elettorale, spargendo falsità a piene mani, è diventata abitudine per Maria Elena Boschi e pure per la Rai. Durante Unomattina, a inizio novembre, il ministro spiegava che con la vittoria del Sì le persone affette da tumore avrebbero avuto accesso a cure migliori, incurante del fatto che le terapie tanti tumorali siano incluse nei Lea, i livelli di assistenza nazionali, dunque se i malati di cancro non ricevono cure adeguate la colpa semmai è dello Stato e non delle Regioni. "Oggi non c'è lo stesso diritto per ciascun cittadino di qualunque regione di accedere allo stesso tipo di cure per esempio per malattie molto gravi come il tumore o di vaccini. Se passa la riforma invece avremo il dovere, l'esigenza che ci sia lo stesso tipo di diritti e quindi di servizi per i cittadini a prescindere dalla regione dove vivono".

Lo strascico delle polemiche non è servito ad arginare le stramberie del ministro, che martedì si è ripresentata in Rai, a Politics, per riproporre la stessa, assurda, tesi. Con la differenza che stavolta la Tv di Stato è giunta in soccorso preventivo confezionando uno spot elettorale sotto forma di servizio sulla storia di Donato, un malato oncologico pugliese che ha scelto di curarsi in Lombardia. Il quale correttamente non ha espresso alcun giudizio sul merito della riforma: “Non ho tempo per pensare all’accentramento o al decentramento o al superamento del bicameralismo perfetto, le priorità sono altre. Se andrò a votare lo farò dopo aver riflettuto”. Una dichiarazione sufficiente a smontare l’assunto (assurdo) di fondo.

Però la Boschi, senza alcun contradditorio da parte del conduttore Gianluca Semprini e degli altri giornalisti in studio, ha perseverato: “Credo che questa riforma aiuti. Non solo per cose brutte come il cancro ma anche per una maternità”. Al contrario, in caso di vittoria renziana le Regioni virtuose dovranno fare i conti con il neo centralismo di marca Pd che livellerebbe verso il basso la qualità delle prestazioni e dei servizi erogati, intaccando per esempio l’eccellenza dei sistemi sanitari di Lombardia e Veneto. Lo stesso ministro Beatrice Lorenzin ha dichiarato che “per quanto riguarda la salute ci saranno più competenze a livello statale e una maggiore capacità di incisione sul controllo e sulle linee di indirizzo”. Insomma un'autentica iattura.

Marco Dozio


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