VIDEO / Arcigay "sfrattata" dal Don

Parroco contro le favole gay (di sinistra) in piazza: "Non sul nostro sagrato"

Le cosiddette "Favole arcobaleno" erano state inserite nella manifestazione GiOCAnda organizzata da alcune associazioni pavesi in diversi punti della città

La bandiera arcobaleno ha sventolato solo per un paio d'ore sul sagrato della Chiesa del Carmine, finché il parroco ha "sfrattato" l'Arcigay. Le numerose polemiche sollevate dall'annuncio della rappresentazione di una serie di favole che raccontano di "famiglie" omosessuali, hanno avuto un epilogo sabato scorso poco dopo le 17 quando i bambini, che erano stati obbligati ad ascoltare gli assurdi racconti di propaganda gay diffusi da un kompagno narratore, sono stati invitati ad allontanarsi dalla scalinata della canonica. "Il parroco ha mandato via soltanto noi, non anche le altre associazioni che si trovavano sul sagrato e stavano ad esempio truccando i bambini" si è lamentata la presidente di ArcigayPavia Coming-Aut, kompagna Barbara Bassani. "Questo è la prima volta che accade in Italia" ha continuato a blaterare, lamentando di essere stata fatta sloggiare dal prete.

Le "Favole arcobaleno" erano inserite nella manifestazione "GiOCAnda" organizzata da numerose associazioni pavesi in diversi punti della città. "Noi avevamo chiesto di poter occupare una scalinata - ha proseguito la Bassani - perché volevamo avere dei gradini sui quali far sedere i bambini, mentre ascoltano le favole raccontate da un narratore e interpretate da due volontari. Il Duomo era occupato e ci hanno concesso Piazza del Carmine". Questo è il nocciolo della questione: per il parroco don Daniele Baldi il sagrato è escluso dalla Piazza che appartiene al Comune, ed è di proprietà della Chiesa. Così il Comune, che ha offerto all'associazione l'occupazione di suolo pubblico, ha invitato l'Arcigay a spostarsi di alcuni metri, andando a occupare la parte centrale della piazza. In segno di solidarietà con Arcigay, altre associazioni che nello stesso momento si trovavano sul sagrato, quando i narratori delle favole gay sono stati invitati a spostarsi, hanno preso i loro banchetti e si sono allontanati. "Quel gesto ci ha fatto piacere - ha concluso la presidente - almeno non ci siamo sentiti soli".

[Video da "Il Giorno"]

Redazione


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