Sicurezza al collasso

Raddoppiati in Germania i reati sessuali ad opera di islamici. Grazie alla Merkel!

Il boom avvenuto in concomitanza con l'apertura delle frontiere voluta dalla cancelliera nell'estate del 2015, che ne ha fatti entrare quasi un milione e mezzo

La situazione generale della sicurezza in Germania è al collasso, nonostante le autorità cerchino di nascondere la realtà, smentite dai fatti. La maggior parte delle aggressioni a sfondo sessuale non avvengono all'esterno, ma nella sfera privata, ma i casi in cui le donne subiscono violenze sessuali in luoghi pubblici hanno un grande impatto sul senso di sicurezza della società e questi casi sono aumentati moltissimo, da quando Angela Merkel ha annunciato la sua politica dell'accoglienza e delle "porte aperte". Il numero reati di questo genere è duplicato nel corso del 2016 rispetto all'anno precedente, proprio in concomitanza con l'apertura delle frontiere voluta dalla cancelliera nell'estate del 2015, che ha fatto entrare in Germania quasi un milione e mezzo di mediorientali, africani, balcanici e asiatici da stati musulmani come il Pakistan.

Nella notte di Capodanno del 2016 a Colonia e ad Amburgo, gruppi di richiedenti asilo (750 in totale le denunce) assalirono sessualmente e molestarono decine di donne durante le tradizionali celebrazioni pubbliche dell'inizio del nuovo anno. Secondo le statistiche dell'Ufficio federale di polizia criminale, quasi il 15 per cento dei sospettati denunciati lo scorso anno per stupro e gravi aggressioni sessuali sono immigrati ma si tratterebbe di una quota sproporzionata, ovvero assai inferiore al reale, come contestato da numerosi esperti: il dato non tiene infatti conto dei rifugiati che hanno ottenuto il permesso di soggiorno, che vengono conteggiati come tedeschi. Il criminologo Christian Pfeiffer ha studiato il fenomeno ed è arrivato alla seguente conclusione: "Più emotiva o minacciosa è l'offesa, più risulta difficile de denunciare".

Thomas Feltes, professore di criminologia all'Università di Bochum, si occupa invece delle statistiche sulla criminalità diffuse dalla polizia, ed ha affermato che, senza ombra di dubbio, i crimini commessi dagli immigrati irregolari sono gravemente sottostimati. Molti sospetti, ad esempio, non sono provvisti di documenti, e questo rende i dati sottostimati. Inoltre, circa il 20 per cento delle statistiche relative alla criminalità diffuse dalla polizia sono inaffidabili perché i dati verrebbero spesso inseriti in modo errato e i reati non precisati, come dimostrato da numerose verifiche effettuate.

Secondo il professor Feltes, però, i crimini davvero trascurati sono quelli che avvengono nei centri di accoglienza dei richiedenti asilo. La maggior parte dei richiedenti asilo che sono arrivati in Germania dal 2015 sono giovani uomini e questa è la popolazione che statisticamente commette più reati ovunque nel mondo. Il criminologo Pfeiffer sostiene: "Manca l'elemento civilizzatore delle mogli, delle sorelle e delle madri. Provengono da culture maschiliste e non sono abituati al libero comportamento delle donne tedesche. Trovano provocatoria anche una donna che corre in estate con gonna e maglietta".

Il professore divide i richiedenti asilo in due gruppi: tra i primi ci sono quelli che di solito si attengono alle regole, perché sanno che qualsiasi attenzione da parte della polizia ridurrebbe le loro possibilità di ottenere l'asilo. Il secondo è invece quello di quanti, e sono la stragrande maggioranza, almeno il 70% ma anche in questo caso è una stima al ribasso, sanno che non avranno possibilità di ottenere l'asilo, il che genera frustrazione e aggressività. Il problema potrebbe essere risolto solo intensificando i rimpatri dei non aventi diritto, oppure incoraggiandoli a farlo volontariamente.

Redazione


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