Integrazione impossibile

Sardegna, clandestini bloccano la strada: "Vogliamo andare in Germania o in Francia"

A Trinità d'Agultu una decina di cittadini libici e sudanesi arrivati giovedì scorso a Paduledda hanno chiesto di lasciare l'isola

Continua a rimanere alta la tensione nelle strutture galluresi che ospitano i richiedenti asilo. Giovedì scorso un gruppo di profughi sudanesi ha protestato sulla strada di Porto Pozzo, frazione di Santa Teresa Gallura, esattamente com'era successo solo pochi giorni prima a La Paduledda (Trinità d'Agultu). I clandestini, che sognano di andare in Germania e in Francia, non gradiscono la sistemazione sull'isola. Per questo motivo giovedì, intorno a mezzogiorno, una decina di libici e sudanesi, tutti uomini, si sono sdraiati in mezzo alla strada bloccando il traffico per ore nella via principale del paese; la viabilità è tornata alla normalità solo dopo le tre del pomeriggio. I clandestini che non vogliono restare in Sardegna, sono gli stessi che hanno inscenato manifestazioni di protesta a Ventimiglia. A Porto Pozzo (dove un hotel ospita circa 200 persone) sono arrivati gli agenti della Polizia di Santa Teresa e Tempio e i Carabinieri della Compagnia di Tempio. Gli immigrati, circa venti persone, hanno lasciato la struttura incamminandosi verso Olbia, nel tardo pomeriggio erano ad Arzachena. Altri dieci clandestini hanno tentato di nuovo di bloccare la strada e per loro potrebbe scattare, a questo punto, il decreto di espulsione.

Le trattative con per farli tranquillizzare sono durate diverso tempo; nel tardo pomeriggio, il gruppo è stato portato in un'altra struttura, sempre in Gallura. Per far cessare la proteste sono scese in campo le forze dell'ordine, un mediatore culturale e il sindaco Giampiero Carta con diversi consiglieri. "Vogliamo andare in Germania o in Francia – hanno detto i clandestini, ospitati in un residence nella frazione di Paduledda – non possiamo stare qui". Per questo motivo vogliono raggiungere Genova, Roma o Ventimiglia; a Trinità d'Agultu non ci vogliono stare. Sono arrivati qualche sera fa e prima di loro, dieci giorni fa, nella stessa struttura, erano già stati sistemati 43 immigrati che si sono aggiunti ad altri che c'erano già da tempo: un numero elevato in proporzione al numero degli abitanti della piccola frazione di Trinità, che dicono di avere paura. Qualche giorno fa c'è stata una riunione per parlare della presenza dei clandestini: "Eravamo oltre duecento – dice un abitante di Paduledda che ieri era lì quando la strada è stata bloccata – Devo dire la verità, che abbiamo un po' paura. Tra poco saranno più di noi. Sono troppi e non sappiamo che persone siano. Come tutti noi, c'è chi ha un animo nobile e chi no. Riteniamo che questa situazione provochi un danno al nostro territorio, il turismo ne risente. Non possiamo permettercelo di questi tempi".

Redazione


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