VIDEO / La vergogna italiana

Peppina piange: "Sono una persona onesta". La figlia: "Oggi muore lo Stato"

Sabato l'addio tra le lacrime alla casetta di legno, poi la proroga anche se solo per altri sei giorni quindi il ritorno a San Martino di Fiastra: "Qui è rinata"

Domenica è arrivata la comunicazione ufficiale della proroga di altri sei giorni dello sfratto, così nonna Peppina è tornata a Fiastra: i familiari hanno deciso di riportarla nella sua casetta di legno, simbolo della vergogna italiana. "Peppina è tornata a San Martino di Fiastra ed è rinata" ha detto alla stampa locale Maurizio Borghetti, il genero di Giuseppina Fattori, annunciando il ritorno della famiglia nella piccola frazione del comune terremotato. Sabato mattina le 95enne era stata costretta ad andarsene perché stava per scadere la precedente proroga di 15 giorni concessa dal procuratore, relativa all'esecuzione dello sfratto dovuto alla mancanza dell'autorizzazione paesaggistica per l'ormai famosa casetta di legno, che rende la costruzione abusiva.

L'addio dell'anziana signora alla sua casetta era avvenuta fra le lacrime: "Ho pianto tutto il tempo" ha ammesso la 95enne che ora potrà rimanere ancora qualche giorno nella sua San Martino, dove il defunto marito Rino aveva acquistato quel terreno proprio pensando di costruirci un'abitazione per la famiglia. Anche grazie all'interessamento di Matteo Salvini, che ha incontrato Peppina e si sta impegnando in prima persona per garantirle la possibilità di continuare a vivere a casa sua, la donna è diventata un simbolo di speranza per tutti i terremotati che non vogliono andarsene dalla loro terra. L'udienza al riesame è fissata per venerdì ed è possibile che il giudice confermi il sequestro. In tal caso "torneremo nei container" dicono i familiari di Peppina.

"Grazie a chi mi ha voluto bene e anche a chi mi ha fatto del male" ha dichiarato sabato la 95enne, con gli occhi rossi gonfi di lacrime, prima di salire sull'auto che la portava via dal luogo dove aveva vissuto per oltre 70 anni. "Di castte così ce ne sono tante" ha aggiunto, ma quella è la sua casa. "Io non sono una santa ma sono sempre stata una persona onesta". La nonna ha raccontato di aver passato una notte insonne: "Non ho dormito stanotte, non me ne volevo andare ed ero preoccupata". Tanta amarezza nelle parole della figlia Agata: "Oggi muore lo Stato per me" ha detto sabato. "Non sono più fiera di essere italiana" ha commentato. "Sui social qualcuno ha scritto che viene ripristinata la legalità. Io penso che oggi muoia l'umanità e anche la legalità".

"Perché una legge che provoca tanto dolore non può essere buona" ha proseguito. "I miei ideali muoiono insieme a mia madre che scenderà queste scale tra poco" ha detto, poco prima della scena straziante dell'abbandono della casetta. "Ci ho pensato tutta la notte. Io non vado via" aveva detto in mattinata nonna Peppina alle figlie. Una folla di sostenitori e giornalisti è arrivata a San Martino di Fiastra per sostenere la causa dell'anziana 95enne, ma la decisione era ormai stata presa. "Venite sempre a trovare Peppina dovunque sia" ha detto il genero. Le persone presenti hanno iniziato ad incitare spontaneamente Peppina: "Tornerai!". Lei, con le lacrime al volto, ha ringraziato per il sostegno rispondendo "Speriamo" mentre saliva sconsolata sulla macchina.

Redazione


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