Total nella bufera

Tempa Rossa, gli operai: "Sostituiti con manodopera straniera a 5 euro l'ora"

Dietro al mancato rinnovo dei contratti ci sarebbe la scelta di ridurre i costi assumendo personale sottopagato in arrivo da Romania, Albania e Polonia

C'è disperazione e delusione tra gli operai del cantiere di Corleto Perticara, in provincia di Potenza, dove la multinazionale del petrolio Total sta realizzando "Tempa Rossa", il centro oli più grande d'Italia. In un reportage pubblicato dal Fatto Quotidiano si sentono i lavoratori italiani dire: "Lo sai che ci hanno detto? Che assumono solo stranieri. Li hanno già assunti perché costano di meno". Il sito era stato al centro dell'inchiesta che aveva portato alle dimissioni dell'ex ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Mercoledì mattina la Cgil ha organizzato il blocco del cantiere: operai e carpentieri protestano contro la Total e contro le scelte delle aziende subappaltatrici; per dire no al mancato rinnovo di parte dei contratti, gli operai hanno bloccato l'ingresso della struttura.

"C'è gente che lavora qui da un anno e mezzo - dice al Fatto il segretario provinciale del sindacato Vincenzo Esposito - e non si capisce qual è la ragione di questo. Si può solamente pensare che assumendo lavoratori non nazionali ci sia una riduzione dei costi". Il sindacato sospetta che dietro a questa decisioni ci sia lo sfruttamento di manodopera straniera a basso costo: da 9 euro l'ora per un operaio italiano si scende fino a 5 euro, e anche meno, per uno straniero. "Noi a casa e loro firmano il contratto", urlano gli operai mentre mostrano un video che dimostrerebbe le assunzioni di manodopera straniera.

Un altro operaio urla in faccia a uno dei dirigenti della Total: "È una provocazione. Non vogliamo niente ma solo un po' di lavoro. Io sono lo straniero in Italia. Ma lo avete capito che non abbiamo nulla da mangiare? Con la disoccupazione che c'è, andiamo ad attingere forze lavorative in Romania, Albania e Polonia. Ma di che cazzo stiamo parlando? Quelli sono ricattabili e noi no". Il blocco del cantiere pare abbia sortito qualche risultato, costringendo le aziende subappaltatrici a fare un passo indietro: al termine di un incontro in regione, avrebbero garantito il rinnovo dei contratti a scadenza e il richiamo di una quarantina di operai che erano stati mandati a casa nelle ultime settimane.

Redazione


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