228 giorni da prigioniero in Libia

"Vi prego, non vendeteci all'Isis"

Gino Pollicardo, il tecnico rapito nel paese nord-africano insieme ad altri tre colleghi, ci ha raccontato i giorni del suo sequestro. Poi la liberazione, che rimane ancora avvolta nel mistero

Gino Pollicardo racconta al Populista i 228 giorni di prigionia in Libia: "Partiti dall'Italia per lavoro, sul confine con la Tunisia siamo stati affiancati da un fuoristrada con quattro individui armati e incappucciati che ci hanno fermato. Dopo averci bendato, ci hanno portato in una casa. Ci tenevano incatenati e potevamo andare in bagno una sola volta al giorno."

Dopo sei mesi di sequestro, il tecnico italiano era convinto di dover essere venduto all'Isis e aveva supplicato i rapitori di non farlo. "Non lo faremo, a noi interessano solo i soldi" la risposta.

Poi l'insperata liberazione, che, però, presenta ancora molti lati oscuri: chi erano i sequestratori? Lo Stato italiano ha pagato un riscatto? Tante domande ancora senza risposta, tante voci contrastanti e ancora numerosi dubbi sulla vicenda. Che probabilmente rimarrà irrisolta ancora a lungo.

Gino chiede al Governo Renzi di dire la verità e di fare luce sui fatti "anche nel nome dei miei due colleghi che hanno perso la vita".  

Sonia Bedeschi


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