si fa strada un'inquietante ipotesi

Monte dei Paschi, morte di David Rossi: suicidio o omicidio? Spunta un video che...

La tremenda fine del capo comunicazione della banca è stata ripresa: due uomini dopo lo schianto si avvicinano e se ne vanno

Si tinge di giallo la morte di David Rossi, il manager capo dell'area della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca a Siena nel marzo del 2013. Il quotidiano Usa New York Post ha pubblicato infatti sul suo sito un video, che sta facendo il giro della rete, che mostra chiaramente il momento della tragedia e riapre di fatto il caso, in un primo momento archiviato come suicidio. Dalle immagini si nota infatti che l'uomo è ancora vivo dopo la caduta, si muove per terra nel vicolo vicino alla sede della banca senese e successivamente, come si può vedere dalle immagini, si avvicinano a Rossi due persone. Una si avvicina più dell'altra, lo guarda con calma e poi si allontana dal corpo senza apparire turbato dall'accaduto. Nessun mistero sull'identità dei due uomini: si tratta di Giancarlo Filippone e Bernardo Mingrone. Il primo, che nel video è quello con piumino e berretto, è un collega del manager nonché amico dell'ex responsabile della comunicazione di Mps. Il secondo uomo che si vede nel video con il cappotto è Bernardo Mingrone, all'epoca capo della vicedirezione generale finanza di Mps e oggi ai vertici di Unicredit.

Le incongruenze in quel video sono altre: ci sono delle ombre, delle auto, delle persone che si affacciano sul vicolo e che non sono mai stati identificate. Queste presenze sono visibili dal minuto 19 e 48" della registrazione integrale allegata agli atti dei pm, quindi almeno 40 minuti prima dell'arrivo dei soccorsi. Il video integrale registrato dalle telecamere di sorveglianza da cui il New York Post ha estratto alcuni frame dura 58 minuti e 20 secondi. Filippone e Mingrone compaiono al minuto 56 e 18", poco prima dell'arrivo dei soccorsi. Secondo la ricostruzione effettuata dai magistrati senesi, dopo esser stati allertati dalla moglie e aver cercato Rossi inutilmente nella sede della banca, si sarebbero accorti affacciandosi dalla finestra dell'ufficio di Rossi che il manager era senza vita nella strada sottostante quindi sarebbero scesi, andando nel vicolo e chiamando poi i soccorsi.

"Io non ho mai creduto nel suicidio", dice Antonella, la moglie di David Rossi, che insieme all'avvocato Luca Goracci da subito ha combattuto la battaglia per riaprire la prima inchiesta che si era chiusa ipotizzando un gesto disperato del giovane manager senese. Antonella e il legale sono andati a caccia delle presunte incongruenze nelle ricostruzioni degli investigatori e, dopo l'istanza presentata, il procuratore Salvatore Vitello in accordo con il sostituto procuratore Andrea Boni ha riaperto il fascicolo. Tra i punti ancora oscuri ci sono tre biglietti che David scrisse e stracciò: "Ciao Toni amore scusa". La moglie però è convinta che qualcosa non torni: "Lui non mi chiamava mai Toni, mi chiamava Antonella, non mi diceva mai amore e non era il tipo che chiedeva scusa". Altri dubbi sono emersi da parte della famiglia del manager Mps nella dinamica della caduta: le telecamere di sorveglianza registrano la caduta di un oggetto dopo il corpo, presumibilmente l'orologio. Misteriosa, sempre per la difesa di Rossi, anche la ferita alla testa compatibile con un colpo inferto con un corpo contundente, l'ipotesi è che non si sia trattato di un suicidio, ma un omicidio; Rossi potrebbe essere stato spinto da qualcuno nel vuoto, nei giorni più difficili per il Monte dei Paschi al centro dell'inchiesta su Antonveneta e i derivati.

Soddisfazione per la riapertura dell'inchiesta da parte di Claudio Borghi Aquilini, responsabile economico della Lega Nord e consigliere regionale in Toscana: "Era ora! Da tempo chiedevamo che si facesse luce su una verità che probabilmente, per una certa parte politica e per qualche personaggio potente e in vista, potrebbe rivelarsi molto scomoda". Fin dal triste episodio che ha coinvolto la famiglia del responsabile comunicazione del Monte dei Paschi, definito da subito e con una fretta a dir poco sospetta come "suicida", un'intera città, Siena, era sempre stata convinta che sotto a questa vicenda si nascondesse qualcosa di oscuro e inquietante. "Ringrazio personalmente Antonella Rossi" - prosegue Borghi, grazie al quale la signora sarà chiamata a fornire il proprio contributo ai lavori della Commissione consiliare regionale d'inchiesta sul Monte dei Paschi, durante la seduta di giovedì prossimo - "che ha voluto incontrarmi per comunicarmi la propria voglia di non arrendersi ed arrivare a conoscere la realtà dei fatti, pienamente convinta che mai il marito, seppur preoccupato e sottoposto a gravi pressioni, avrebbe compiuto un gesto simile. Se l'inchiesta è stata riaperta è grazie alla tenacia di questa donna e dei suoi legali".

Redazione


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