lo statec del granducato smentisce i radical chic

Il ministro lussemburghese: "Migliaia di italiani da noi". Quanti sono veramente?

Non sono milioni, i nostri connazionali emigrati in una minuscola nazione. Migliaia sì, milioni no. E lavoravano...

Se l'era presa con Matteo Salvini, gridando "merda" (espressione peraltro molto colorita nei Paesi francofoni) e rinfacciandogli che "in Lussemburgo, caro signore, avevamo migliaia di italiani che sono venuti a lavorare da noi, dei migranti, affinché voi in Italia poteste avere i soldi per i vostri figli". Non folle oceaniche, per la verità. In Lussemburgo vivono circa 22.000 italiani. Il dato, che assume un significato particolare nelle ore dello scontro tra Matteo Salvini e il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn, è contenuto nei documenti diffusi dall'Istituto nazionale di statistica e di studi economici del Granducato (Statec). Secondo le cifre, aggiornate all'inizio del 2018, gli italiani presenti nel paese sono 21.962 e costituiscono il 3,6% della popolazione totale.

In termini assoluti non è lontano il record stabilito nel 1970, quando gli italiani emigrati in Lussemburgo erano 23.490 e rappresentavano il 6,9% degli abitanti complessivi. Ancor più eloquenti i dati relativi al 1960, quando la popolazione del Granducato era meno numerosa e i 15.708 italiani rappresentavano addirittura il 37,8% del totale. Asselborn  dimentica però un dato fondamentale: gli immigrati italiani andavano in Lussemburgo per lavorare, non per farsi mantenere!


Chi ha familiarità con la dialettica di Asselborn sa che è uno che borbotta, ribolle come una caffettiera e poi esplode. In una intervista con il tedesco Der Tagesspiegel, ad esempio, si disse indignato perché l'Ue non prendeva una posizione netta contro le sanzioni varate dal governo Orban alle società del finanziere unghesere George Soros. Ma ancora prima, nel 2016, in un'intervista a un altro giornale tedesco, Die Welt, aveva detto che l'Ungheria meritava di stare fuori dall'Unione per le aggressive politiche migratorie. "Ci manca poco" aveva affermato, che il governo di Orban "si metta a sparare ai profughi".

Dell'opinione che il gabinetto ungherese ha di lui si è fatto portavoce il ministro degli esetri Péter Szijjártó: "Asselborn è un idiota e il popolo ungherese non ha alcun bisogno delle sue folli idee per decidere cosa è bene e cosa è male per esso".

Redazione


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