paese dei cachi

"Mamma e papà" nei documenti, il Garante dice no. Protestano Lega e Fontana Presidente

Tre consiglieri regionali lombardi: "Il Garante della privacy si occupi di tutelare i minori sui social invece che fare le pulci a Salvini"

Mamma e papà sui documenti dei minori? Il Garante della privacy dice no. Cosa c'entri la privacy non è chiaro, ma tanto è bastato per far salire sulle barricate tre consiglieri regionali lombardi, Lega e Lista Fontana, in difesa di quella che stata la proposta del ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Il Garante della privacy si occupi di tutelare i minori sui social invece che fare le pulci a Salvini. I genitori sono orgogliosi dei propri figli e della loro genitorialità", dicono gli esponenti della maggioranza al Pirellone.


"A seguito del parere negativo espresso dal Garante della Privacy sull'introduzione della dicitura madre e padre nei documenti di identità per i figli minori", intervengono i Consiglieri Giacomo Cosentino (Gruppo Fontana Presidente), Massimiliano Bastoni e Alessandra Cappellari (Lega), "leggiamo con sconcerto la presa di posizione del Garante". "Innanzitutto non capiamo a che titolo il Garante intervenga sulla vicenda e poi prendiamo atto del clima pro-gender che tutti negano esistere, ma poi praticano come vediamo anche in questa occasione", dicono.

"Quindi bene abbiamo fatto a porre questo tema all'attenzione del Consiglio Regionale, nonostante le ironie che lasciano il tempo che trovano, e ora siamo a maggior ragione pronti a discutere della mozione mamma e papà nella II Commissione Affari Istituzionali. La nostra proposta, che presenteremo rivista e rafforzata, sostanzialmente mutua l'iniziativa di Salvini rispetto però a tutta la modulistica regionale, compresi gli enti collegati a Regione Lombardia. Le madri e i padri sono orgogliosi dei propri figli e non si capisce proprio che cosa il Garante abbia da nascondere. Ogni bambino ha diritto ad avere una mamma e un papà, è la cosa più naturale del mondo. Ci opporremmo con forza a ogni tentativo di nascondere la cosa più bella della vita umana. Noi non abbiamo nulla di cui vergognarci", concludono i tre consiglieri regionali.

Redazione


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