VIDEO / Parla il Segretario di Stato di Orbán

L'Ungheria a muso duro contro l'Ue: "Non accettiamo la sostituzione etnica"

Il ministro Lázár: "Nuovi fondi per la difesa dei confini. Non ci piegheremo mai al progetto di Soros". L'Ue vorrebbe fermare il referendum sul miliardario

"Negli ultimi tempi si sono accelerati gli eventi a Bruxelles. Si tenta di collocare di nuovo l'Ungheria 'sul banco degli scolari negligenti' del Parlamento Europeo" ha detto giovedì János Lázár, Segretario di Stato del primo ministro ungherese Viktor Orbán. Nel corso di una conferenza stampa a Budapest, ha sottolineato come nei giorni scorsi il gruppo liberale all'europarlamento abbia avviato una nuova inchiesta contro l'Ungheria. "La collaborazione europea dovrebbe basarsi sul rispetto reciproco, perciò il governo magiaro chiede a tutti i deputati del Parlamento Europeo di rispettare i cittadini ungheresi e di non offenderli" ha dichiarato Lázár.

Il ministro ha affermato di avere il sospetto che dietro questa accelerazione degli eventi ci sia la visita a Bruxelles di uno "sponsor" importante, appare infatti molto significativo che di settimana in settimana emergano nuove notizie relative all'influenza di George Soros sulle istituzioni europee. "Alla riunione del Governo della settimana prossima parleremo di questo argomento, di come questi atti, queste cospirazioni influenzino l'autorità dell'Ungheria e gli scopi che il nostro esecutivo si è prefissato" ha detto.

Il Ministro, rispondendo alle domande, ha spiegato: "Su richiesta del Capo del Governo, abbiamo valutato anche dal punto di vista dell'intelligence che cosa avrebbe potuto ottenere George Soros a Berlino e a Bruxelles per mettere l'Ungheria in cattiva luce e per influenzare le opinioni". Ha aggiunto che non avrebbe mai pensato che le organizzazioni legate al miliardario statunitense potessero avere una tale influenza su cosa dovesse dire e fare la Commissione Europea, durante i dibattiti sui fondi norvegesi.

"È proprio vero che le organizzazioni di Soros riescono ad influenzare completamente il meccanismo di decisione della Commissione. Questo in modo pratico vuol dire che possono essere aggiunte secondo il suo volere delle frasi in un rapporto relativo all'Ungheria" ha detto, specificando anche che i precedenti deputati legati alle sue organizzazioni sono entrati poi nella struttura come dipendenti. "Quindi prevalgono dei punti di vista personali sulle professionalità".

Alla domanda sull'eventuale veto da parte dell'Unione europea sul referendum in corso in Ungheria proprio contro Soros e il suo piano di sostituzione etnica, Lázár ha risposto: "Non penso che possa avere seguito in quanto si tratta di una consultazione nazionale e mi meraviglio che i politici europei che si dichiarano liberali possano protestare contro un'istituzione democratica. Trovo strano che un liberale possa temere l'opinione della gente, che possa aver paura di conoscere l'opinione dei cittadini".

Secondo il parere del Segretario di Stato ungherese, i deputati di sinistra e quelli liberali nel Parlamento Europeo continuano a "scocciare" quei Paesi che osano difendere i propri confini, e nel caso dell'Ungheria ogni volta torna in discussione l'argomento del muro. "Noi siamo pronti al dibattito anche ora" ha aggiunto. Alla domanda dei giornalisti relativa a un possibile incontro tra il premier magiaro Viktor Orbán e il presidente del Parlamento Europeo alla riunione di Göteborg della prossima settimana, Lázár ha dichiarato: "Il rapporto di lavoro con il presidente del Parlamento Europeo è ottimo, sarà possibile discutere di qualunque cosa in qualsiasi momento".

Lázár ha spiegato: "Il Ministero degli Affari Interni e il Ministero della Difesa riceveranno 51 miliardi di fiorini entro la fine dell'anno per la difesa dei confini, affinché perché l'Ungheria continui ad essere uno dei paesi più sicuri dell'Europa e del mondo e perché possano difendere la patria contro gli immigrati illegali". Il Segretario di Stato magiaro ha inoltre aggiunto: "Ci sono grandi Paesi nell'Europa dell'Ovest che hanno scelto di essere invasi dagli immigrati ma non accettano che i Paesi dell'Europa Centrale non facciano lo stesso, ed insistono per cambiarli".

Secondo il ministro magiaro, il progetto Soros di sostituzione etnica attraverso l'introduzione di quote obbligatorie di immigrati è un fase avanzata ma i Paesi del Gruppo di Visegrád (Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca) finora ne hanno impedito la completa realizzazione. "La Commissione europea, per aggirare il problema, sta cercando di organizzare l'introduzione degli immigrati di nascosto" ha denunciato Lázár. "La Commissione non accetta che l'Ungheria nella nuova fase dei procedimenti di infrazione non dia risposte entro le scadenze imposte. L'organismo comunitario però usa apertamente un doppio binario e maltratta solo chi gli fa comodo, come l'Ungheria, favorendo altri Paesi".

In merito infine a una domanda sull'introduzione del terzo sesso da parte della Corte Costituzionale tedesca, il Ministro ha detto: "Questo conferma il fatto che ci sono delle comunità che sembrano aver rinunciato al modello di un'Europa basata sulle tradizioni cristiane e sulla famiglia, mentre aumentano coloro che stanno lavorando per la realizzazione di una nuova Europa multietnica e musulmana. Noi, al contrario, ci batteremo sempre per un'Europa che mantenga le sue radici cristiane" ha concluso.

"Non vogliamo stare zitti""Non vogliamo stare zitti": referendum contro il progetto di sostituzione etnica imposto da Soros

(Si ringraziano per la collaborazione András Kovács e Manuela Giovannoni)

Redazione


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