VIDEO / Grillini smascherati dalle 'Iene'

5stelle nel caos per lo scandalo stipendi mai restituiti: "È un partito di furbastri"

La beffa delle false restituzioni: i bonifici pubblicati sul sito venivano poi revocati, così i soldi rimanevano nelle tasche dei parlamentari pentastellati

"Onestà, Onestà"... almeno a parole, poi nella realtà era tutta un'altra storia. Si ingrossa lo scandalo dei falsi rimborsi degli stipendi da parte dei parlamentari del Movimento 5 stelle. Dopo i primi casi denunciati dalla trasmissione tv Le Iene, che hanno costretto l'onorevole Andrea Cecconi e il senatore Carlo Martelli, tutti e due ricandidati, a promettere che si dimetteranno se venissero rieletti. Vedremo se non finirà nello stesso modo.

Sarebbero alcune decine i grillini che hanno pubblicato falsi bonifici, cifre che in realtà non sono mai arrivate al Ministero dell'economia nel famoso fondo per il microcredito: un ex attivista del Movimento ha spiegato come funzionava il sistema. Veniva effettuata la disposizione di pagamento, poi la schermata era messa online e a questo punto il bonifico veniva revocato, così quel denaro rimaneva nelle tasche dei parlamentari pentastellati.

Nel video trasmesso dalle Iene, due interviste effettuate a Cecconi e Martelli, che inizialmente danno dei disonesti a chi dovesse trattenersi i soldi dichiarati come restituiti, poi vanno nel panico quando capiscono di essere stati smascherati. "È un partito di furbastri", ha affermato l'ex attivista. Decisamente molto imbarazzato anche il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio, che ha risposto in modo estremamente vago all'inviato della trasmissione.

Certo, la Casaleggio associati ne ha di gatte da pelare: questo scandalo si va ad aggiungere a quello dei falsi rimborsi al Parlamento europeo, senza contare la farsa delle finte 'parlamentarie' che ha fatto infuriare gli attivisti. Ci sono poi i candidati alle politiche provenienti da altri partiti, sgraditi alla base esattamente come Catello Vitiello, che è affiliato a una loggia massonica di Napoli, il qlale ha affermato: "Non firmerò nessuna lettera di rinuncia".

Redazione


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